Stiamo preparando la nostra forza lavoro per l’industria 4.0?

Stiamo preparando la nostra forza lavoro per l’industria 4.0?

Investire in strumenti digitali che colleghino i dipendenti e aiutino a favorire la condivisione e la comunicazione delle conoscenze è l’unica via per supportarli nell’utilizzo di attrezzature più avanzate e nello sviluppo di un approccio più complesso al problem solving.

 

Quando pensiamo a Industry 4.0 o alla “Smart Factory”, vengono subito in mente alcune tecnologie ad essa relative: IIoT, robot, stampa 3D ad esempio. Sfortunatamente non c’è abbastanza attenzione data al lavoratore in questo mondo industriale emergente, a meno che non si tratti di discutere delle preoccupazioni sulle potenziali perdite di posti di lavoro.

Eppure gli esperti concordano sul fatto che la trasformazione in corso comporterà la creazione di posti di lavoro netti, non la perdita. Concordano anche sul fatto che saranno necessarie competenze diverse e, nel complesso, i lavoratori dovranno essere più qualificati. In un articolo sull’impatto di Industry 4.0, Boston Consulting Group, ha scritto: “Il numero di lavori fisicamente impegnativi o di routine diminuirà, mentre aumenterà il numero di lavori che richiedono risposte flessibili, soluzione dei problemi e personalizzazione.“

La chiave per sostenere lo sviluppo di queste abilità nella nostra forza lavoro è fornire accesso alle informazioni e costruire una cultura di apprendimento continuo. Ciò significa connettere i nostri dipendenti nello stesso modo in cui colleghiamo le nostre macchine e i nostri sistemi: IIoP (persone) oltre a IIoT (cose).

Con così tante priorità e soluzioni in competizione, non sorprende che i produttori abbiano difficoltà a determinare quale sia l’approccio migliore per risolvere una sfida come questa. Nella mia esperienza, il miglior punto di partenza è una solida conoscenza delle tue esigenze.

Ecco i 3 requisiti principali da tenere a mente mentre costruisci la tua strategia digitale “lavoratore connesso”:

  1. Apprendimento in-the-flow

L’approccio più comune alla formazione di nuovi operatori è attraverso l’afficancamento sul campo. Sfortunatamente, questo non solo presenta sfide di scheduling e overstaffing, ma l’opportunità di apprendere è limitata agli scenari che si verificano durante quel periodo di affiancamento. Inoltre, secondo un recente sondaggio sulla produzione manifatturiera di IndustryWeek, più della metà delle aziende intervistate dedica meno di 2 ore al mese allo sviluppo di competenze in corso. Per questi motivi, è essenziale fornire istruzioni di lavoro, suggerimenti per la risoluzione dei problemi e procedure standard disponibili sul luogo di lavoro. E le informazioni devono essere brevi, contenuti di micro-apprendimento – idealmente 2 minuti o meno, video-based e su un argomento o problema specifico.

  1. Miglioramento continuo

Man mano che più lavoratori vanno in pensione, la conoscenza viene persa. Fornire strumenti di authoring e publishing sul luogo di lavoro, che consentano agli stessi lavoratori di documentare problemi imprevisti, acquisire soluzioni e formulare raccomandazioni per il miglioramento, crea un ambiente di apprendimento continuo organico. È fondamentale impostare un processo tale da garantire che il controllo di quanto redatto soddisfi rigorosamente la conformità ISO e che il contenuto venga condiviso solo dopo aver superato il processo di approvazione richiesto.

  1. Canali di comunicazione per la condivisione

I lavoratori, specie i “blue collar” sono stati storicamente isolati da molti vantaggi e guadagni in termini di efficienza dei processi digitali. Mettendo a disposizione degli operatori i canali di messaggistica, possiamo collegarli agli esperti di attrezzature e alla manutenzione per aiutare a risolvere i problemi più rapidamente. Anche la comunicazione tra turni diventa più facile con l’equivalente digitale di un giornale di bordo, rintracciando centralmente tutti gli eventi principali, compresi i tempi di fermo e la manutenzione, da uno spostamento all’altro.

Quindi, a meno che non si sia già iniziato a investire in strumenti digitali che colleghino i nostri dipendenti e aiutino a favorire la condivisione e la comunicazione delle conoscenze, non li stiamo aiutando nell’utilizzo di attrezzature più avanzate e nello sviluppo di un approccio più complesso al problem solving. In altre parole, la risposta alla domanda di apertura è un enfatico “No, non stiamo preparando la nostra forza lavoro per l’Industria 4.0”.