Leader e Benessere 4.0

Leader e Benessere 4.0

La rivoluzione dell’Industry 4.0 è la grande occasione per modificare il paradigma rimettendo al centro l’uomo e l’etica anche nell’industria e nel lavoro.

Settanta anni di Pace nel vecchio continente (con le dovute eccezioni anche recenti in Europa dell’Est) hanno consentito tassi di crescita e di benessere sociale inimmaginabili. Nessuna generazione nella storia umana ha mai goduto di così tanti privilegi come quelle a partire dal secondo dopoguerra, sia in termini di opportunità che di realizzazione sociale. Tutto ciò ha consentito uno sviluppo tecnologico e soprattutto economico che ha generato una società molto concentrata sull’ ”avere” e che ha messo in disparte gli aspetti legati all’”essere”.

In questi settanta anni abbiamo osservato ben due rivoluzioni industriali: la terza rivoluzione, legata all’informatizzazione del lavoro, e la quarta rivoluzione ora agli albori, legata alla digitalizzazione e all’interazione uomo-macchina. Le macchine quindi hanno assunto sempre più il ruolo di protagoniste nei nuovi scenari che si sono delineati.

Eppure mai come in questo momento ci si domanda su quale sarà il ruolo dell’uomo e ci si interroga sugli aspetti etici del suo futuro. Mai come in questo momento, mentre le nuove tecnologie spingono verso cambiamenti di paradigma sempre più veloci e radicali, l’uomo, che non può competere con le macchine sul piano tecnico e dell’esecuzione industriale, sente il bisogno di differenziarsi per ciò che maggiormente lo caratterizza, ovvero la sua capacità empatica ed emozionale.

Abbiamo già visto come nuovi modelli di Leadership stiano sempre più avendo successo facendo leva sul potenziamento di tutte le soft-skills, e come i Leader 4.0 siano coloro che riescono a creare nuove connessioni tra gli individui.

Come è possibile, dunque, potenziare i processi di creazione del valore e la nostra capacità di rispondere ad un sempre più incalzante cambiamento? Attraverso l’introduzione di nuovi schemi mentali che ci portino fuori dagli attuali modelli, proiettandoci verso un modo di interpretare la leadership meno gerarchico e più partecipato. I compiti richiesti alle persone saranno sempre più legati a valori e capacità umane che alla gestione della conoscenza o a compiti semplici (Deloitte). A questo si aggiunge che circa due terzi dei lavoratori saranno consulenti o liberi professionisti.

Solo un allenamento costante che dia la possibilità di sviluppare la capacità di interagire secondo questi nuovi modelli potrà fare la differenza nel futuro. Ed il contesto intorno a noi, l’ambiente di lavoro sarà un elemento fondamentale. Il luogo di lavoro un luogo deve trasformarsi in un luogo piacevole ed orientato al benessere. Già oggi è nota l’importanza di questo aspetto in termini di employer branding, e per molti è fondamentale al fine di trattenere le risorse di valore, molto più di una adeguata retribuzione. Stare bene insieme per lavorare sempre meglio insieme, in un ambiente il cui confine tra privato e professionale sarà ancora meno marcato di oggi.

Si devono quindi gettare le basi per una nuova cultura, praticarla con un allenamento quotidiano e riuscire a soddisfare in pari misura sia gli aspetti fisici che quelli mentali o emotivi.

Il Benessere 4.0 non riguarderà più o solo la vita privata o quella lavorativa, ma favorirà l’interconnessione tra le due molto più di quanto la tecnologia abbia fatto finora. Stavolta però con un guadagno in salute e vita per tutti.