La Leadership nell’Industry 4.0

La Leadership nell’Industry 4.0

Chi e come guiderà il sistema industria nella quarta rivoluzione industriale

Abbiamo già visto (vedi Industry 4.0 – Quali impatti nelle organizzazioni e nelle aziende) che è possibile definire sinteticamente la Industry 4.0 come “L’insieme di tecnologie che accompagneranno la cosiddetta quarta rivoluzione industriale, basata sulla digitalizzazione e interconnessione di tutte le unità produttive presenti all’interno di un sistema economico” (Roland Berger, 2014).

In una successiva pubblicazione abbiamo analizzato quali effetti la Industry 4.0 avrebbe generato all’interno delle organizzazioni, sui singoli individui e sull’intero ecosistema ( vedi Industry e Human 4.0).

Le domande che vogliamo porci oggi sono le seguenti: quale sarà il ruolo dell’uomo in questa industria iperconnessa? In che modo potrà guidare la quarta rivoluzione industriale con consapevolezza e senza subirla passivamente? È possibile prevedere già oggi gli impatti della diffusione di queste nuove tecnologie nonostante la loro applicazione non sia ancora estensiva e su larga scala?

Una cosa è certa: sopravvivranno alla quarta rivoluzione industriale solo le organizzazioni estremamente flessibili, di grande apertura mentale, reattive, creative, capaci di imparare e rigenerarsi. Ovvero che posseggono tutte quelle caratteristiche “umane” che le possono concretamente distinguere da una macchina.

Le cosiddette hard skills saranno soggette a veloce obsolescenza, e si dovrà quindi sviluppare quell’attenzione e soprattutto quell’attitudine mentale che consentiranno alla Human 4.0 di governare i processi di cambiamento senza subire un processo involutivo il cui paradosso per l’essere umano sarebbe vivere in un mondo tecnologicamente iperconnesso in cui il singolo uomo risulti sconnesso da sé e dai suoi simili.

Quali sono quindi le aree in cui tutte le organizzazioni dovrebbero investire, attraverso un ricorso costante e consapevole all’aiuto di Psicologi, Coach, Facilitatori, Filosofi, Trainer? Ecco le 5 azioni principali da compiere:

  1. Innanzitutto sviluppare l’empatia, e prestare attenzione alla “digital emphaty” ed il “social brain”, ovvero favorire il confronto e lo scambio tra simili al di là del mondo digitale e oltre il mondo digitale, per agevolare la comprensione semplice ed immediata, non mediata dallo strumento di comunicazione stesso. Essere sulla stessa lunghezza d’onda cerebrale ha effetti benefici sull’entusiasmo e persino nella cura delle malattie.
  2. Non meno importante promuovere l’integrazione e l’inclusione generativa per valorizzare le differenze. L’esclusione, al contrario, attiverebbe meccanismi nel nostro cervello simili a quelli del dolore, con ricadute negative su noi stessi ed il nostro ecosistema.
  3. Favorire la comunicazione e la condivisione di paure ed incertezze, soprattutto quelle che ristagnano e vengono sottaciute, generando effetti negativi e conflittuali. La condivisione aiuta ad abbattere le resistenze e genera entusiasmo, risonanza di sé ed energia che si trasformano in proattività e partecipazione.
  4. Pensare in maniera creativa, innovativa, rompendo schemi, modelli e paradigmi. Allenare ed utilizzare continuamente entrambi gli emisferi del cervello per rimanere sempre attivi.
  5. Dopo un fallimento, rialzarsi sempre! Mettere a frutto l’esperienza vissuta, gli insegnamenti appresi e ricominciare da tutti gli aspetti positivi.

Oggi gli studi sulle neuroscienze ci spiegano cosa deve accadere affinché si generi un apprendimento duraturo ed un reale cambiamento, andando a modificare in solido la struttura del nostro cervello. Affinché nuovi comportamenti si stabilizzino in abitudini durature essi devono essere ripetuti per un periodo che varia da 18 a 250 giorni, ed è fondamentale che l’intero corpo sia coinvolto affinché si generi un ancoraggio duraturo.

E’ importante generare introspezione, attraverso un allenamento continuo fatto di domande potenti utili a riflettere e condividere, e scambio relazionale, necessario per confrontarsi e crescere.

Le organizzazioni ed i loro manager saranno sempre più liquide, e la sfida più grande sarà creare senso di appartenenza, ingaggio e collaborazione in questo nuovo assetto. La Leadership sarà sempre più partecipata e meno autoritaria. Il Leader della Human 4.0 sarà colui che maggiormente darà fiducia e creerà nuove connessioni.