Industry e Human 4.0

Industry e Human 4.0

La quarta rivoluzione industriale in corso sta generando sfide che interessano l’intero ecosistema. Aziende, organizzazioni, lavoratori, istituzioni, ricerca ed università, scuola, governi…

Bisogna guardare oltre il confine delle proprie mura: l’Industry 4.0 ha bisogno di un intero Ecosistema 4.0 per poter funzionare efficacemente: territorio, approvvigionamento energetico, interconnessioni uomo-macchina e macchina-macchina, mobilità, connessione con ricerca universitaria e sviluppo. Ci troviamo dinanzi a temi complessi e tale complessità necessità di un’analisi approfondita e di una gestione pianificata, non di una reazione o di un rifiuto del cambiamento.

L’Italia è riconosciuta nel mondo come leader per la manifattura di alta qualità ad elevato grado di innovazione e competitività. Soffre ora però di uno skill-.mismatch, ovvero la difficoltà di reperire risorse con adeguate competenze tecnologiche richieste dal mercato e il disallineamento della formazione didattica rispetto alle esigenze delle imprese. Oltre agli innati talenti manuali che da sempre ci hanno contraddistinto come sistema Paese, abbiamo bisogno di capacità aggiornate a sostenere i bisogni del business: gli operai dovranno essere polivalenti e cooperativi, mentre impiegati e manager dovranno saper gestire elevati livelli di complessità e grossi carichi di responsabilità.

Stanno cambiando i bisogni delle imprese: far sì che individui ed organizzazioni crescano all’insegna di una nuova cultura dell’etica, della responsabilità sociale e della sostenibilità. Ovvero consolidare in essi quelle conoscenze, competenze ed abilità indispensabili per affrontare la rivoluzione spinta dalle nuove tecnologie. Come farlo? Mettendo al centro le persone, la meritocrazia, l’ascolto attivo dei bisogni, l’integrità, la puntualità, la responsabilità, l’affidabilità, la trasparenza, l’umiltà, l’entusiasmo e la passione.

I nuovi orizzonti vedranno una forza lavoro multitasking, cooperativa, perfettamente integrata nelle dinamiche produttive e maggiormente coinvolta nei processi decisionali e nelle attività manageriali, in un’ottica partecipazione sempre maggiore a tutti i livelli. Ciò significa adottare nuovi modelli di governance e favorire la crescita di manager innovativi. Significa sviluppare modelli che ci facilitino nella cooperazione con le macchine, generando una vera e propria partnership con esse.

La Human 4.0 sarà caratterizzata da tutti quegli elementi che ci rendono insostituibili rispetto alle macchine:

  • l’empatia (ossia la capacità di porsi nello stato d’animo di un altro individuo);
  • il problem solving creativo (la capacità di trovare soluzioni alternative ai problemi);
  • il pensiero critico (la capacità di giudicare con discernimento, in modo accurato, profondo e coerente, sulla base di evidenze e verifiche empiriche);
  • la responsabilità (la capacità di regolare il proprio comportamento in base alle conseguenze per sé e per gli altri).

Per poter realizzare ciò i nuovi programmi, in termini di coaching e training, dovranno puntare sul capitale umano in risposta alla necessità di costruire i talenti in grado di supportare le aziende nella sfida dell’Industry 4.0. Devono essere create nuove traiettorie formative che consentano di vincere le sfide di trasformazione che il mercato sta imponendo, supportando i C-level a ripensare nel breve e medio termine i propri business models.