Industry 4.0 – Quali impatti nelle organizzazioni e nelle aziende

Industry 4.0 – Quali impatti nelle organizzazioni e nelle aziende

La quarta rivoluzione industriale, anche nota come Industry 4.0, è un insieme di tecnologie molte delle quali già esistenti o in uso da tempo nel mondo manifatturiero. Qual è dunque la novità?

Il termine Industry 4.0 apparve per la prima volta in Germania nel 2011, ed è stato in seguito spesso associato ad altri concetti come Maker Movement, Internet of Things, Big Data, e in Italia dal termine Fabbrica Intelligente (o Smart Manufacturing). Possiamo dire, secondo una definizione ormai riconosciuta, che Industry 4.0 è “L’insieme di tecnologie che accompagneranno la cosiddetta quarta rivoluzione industriale, basata sulla digitalizzazione e interconnessione di tutte le unità produttive presenti all’interno di un sistema economico” (Roland Berger, 2014).

Questo nuovo modello ha in realtà dentro di sé principalmente un nuovo modo di concepire la fabbrica e la relazione tra fornitore e produttore e cliente, e tra uomo e macchina (senza escludere la relazione tra macchina e macchina, che sarà sempre più intensa), con alla base una serie di tecnologie ed impatti nell’intero sistema economico.

Se i macchinari quindi non processeranno più semplicemente il prodotto, ma interagiranno con esso in maniera “intelligente” Quali sono le tecnologie adottabili in questo nuovo corso? Boston Consulting Group ha identificato i nove pilastri dell’lndustry 4.0 (BCG 2015):

  • Robot autonomi: la nuova generazione di robot avrà un costo più basso e maggiori capacità rispetto a quelli attualmente in uso; saranno in grado di interagire tra loro e con le persone e di apprendere da queste interazioni; saranno autonomi nelle decisioni, avranno sensori integrati e interfacce standardizzate di modo da poter dialogare con tutto.
  • Additive manufacturing: la stampa 3D è attualmente utilizzata solo per la creazione di prototipi o per la produzione di specifici componenti come i pezzi di ricambio. Nell’industry 4.0 queste tecnologie di additive manufacturing verranno utilizzate in modo più ampio per produrre piccoli lotti di prodotti altamente customizzati, ed essendo realizzabili in più centri dislocati sul territorio, permetteranno di ridurre le distanze per il trasporto logistico dei prodotti finiti.
  • Augmented reality: si tratta di sistemi che, attraverso un dispositivo mobile, come uno smartphone, o dispositivi di visione (per es. occhiali a proiezione sulla retina), di ascolto (auricolari) e di manipolazione (guanti), aggiungono informazioni multimediali alla realtà già normalmente percepita dall’uomo. In futuro queste tecnologie verranno utilizzate per fornire informazioni in tempo reale utili per migliorare i processi lavorativi e il decision making. Utilissimi ad esempio nella pianificazione della manutenzione.
  • Simulazioni: già in uso (da sempre) nei processi di progettazione, l’utilizzo di sistemi simulativi verrà esteso a tutti i processi produttivi. Questi sistemi elaboreranno i dati raccolti in tempo reale in modelli simulativi virtuali al fine di testare e ottimizzare macchine, prodotti e processi e di anticipare problemi prima che questi avvengano nella realtà.
  • Integrazione orizzontale e verticale dei sistemi informativi: l’integrazione dei dati e dei sistemi lungo tutta la catena del valore farà in modo che tutti i reparti e le funzioni aziendali diventino parte di un unico sistema integrato; il nuovo sistema così inteso saranno tutte le organizzazioni che dialogheranno mediante lo stesso protocollo.
  • Industrial Internet of Things: si tratta di quell’insieme di tecnologie e sensori che permetteranno agli oggetti in fabbrica, sia device sia prodotti finiti, dì comunicare e interagire tra loro e con le persone via rete. In questo modo l’analisi dei dati e il decision making vengono decentralizzati, rendendo possibile delle risposte in real-time.
  • Cloud: molte aziende già utilizzano applicazioni cloud-based, ma nell’lndustry 4.0 ci sarà l’esigenza di una maggiore condivisione di dati riguardanti anche la fabbrica e, di conseguenza, anche le applicazioni per il controllo e la gestione della produzione dovranno essere disponibili in cloud, al fine di favorire la comunicazione real time tra gli oggetti.
  • Cybersecurity: con l’aumento della connettività tra device, aumenterà l’esigenza, anche in fabbrica, di proteggere i sistemi di produzione e la rete informatica da potenziali minacce.
  • Big Data and Analytics: raccolta e analisi di un grande numero di dati provenienti da diverse fonti a supporto dei processi decisionali.

Quali saranno dunque gli impatti sulle organizzazioni e l’intero sistema? Come già detto, la rivoluzione non è limitata alle nuove tecnologie, ma all’intero sistema di relazioni tra gli attori coinvolti nel processo, dal fornitore al Cliente. Ogni singolo processo viene migliorato (ed automatizzato) lungo l’intera catena del valore, dalla progettazione all’assistenza post-vendita. Industry 4.0 contiene dentro di sé il concetto di Fabbrica 4.0 che a sua volta si estende fino a quella di Supply Chain 4.0 ed infine di Ecosistema 4.0. Logicamente la manodopera non specializzata impiegata sarà sempre minore nel corso del tempo, ma sarà necessario sempre più formare e valorizzare risorse di alto livello per gestire livelli di complessità crescenti. Da qui il termine Human 4.0 (per il quale si rimanda qui allo specifico articolo). La trasformazione sarà dunque a tutti i livelli e non limitata da alcune realtà di natura geografica perché il “virtuale” sarà l’ambiente entro il quale avverranno tutti gli scambi e le relazioni.

Grazie alle nuove opportunità ed alla capacità delle macchine di comunicare in modo autonomo, i processi produttivi saranno più flessibili ed in grado di auto-adattarsi velocemente alle nuove esigenze, ad esempio in termini di quantità di lotti, riconfigurazioni, prevenzione dei problemi, rendendo tutto più efficiente.

Quanto vale questa efficienza generata? Partendo dal caso di un’azienda del settore automotive, a livello microeconomico gli esperti di Roland Berger hanno stimato un incremento dal 65% al 90%, con un ROCE (Return Of Capital Employed) dal 25% al 40%. Numeri in doppia cifra inimmaginabili solo pochi anni fa, tali da giustificare il termine “rivoluzione industriale”. Gli stessi effetti vi saranno anche a livello macroeconomico, con aumento della redditività del capitale impiegato dal Sistema-Paese. Si passerà dalle economie di scala volte all’ottimizzazione di costi e prezzi e basate sulla produzione di massa a modelli caratterizzati da una forte differenziazione e flessibilità necessarie per incontrare le aspettative e le esigenze degli utilizzatori finali. Si intuisce come per gli imprenditori la Industry 4.0 sia la migliore soluzione non solo per affrontare le nuove ed inevitabili sfide del futuro, ma anche gli scenari attuali caratterizzati da spiccata competitività e forte insicurezza e volatilità dovuta a crisi sempre più frequenti e pronunciate.

La sfida è gestire in maniera vincente la transizione al nuovo modello, comprendendone tutte le opportunità e assicurandosi il vantaggio competitivo di coglierle prima dei concorrenti, non tralasciando l’impatto etico ed umano che esso comporta.