La Risposta non è nelle Macchine

La Risposta non è nelle Macchine

L’ambiente di lavoro è sempre più un connubio tra fisico e digitale, reale e virtuale. Nuove competenze nascono per integrare strumenti di lavoro digitali e nuove tecnologie con le capacità umane.

 

La quarta rivoluzione industriale sta avanzando in uno scenario di mercati instabili ed un’economia globale in continuo mutamento. L’uomo resta però al centro come figura chiave per l’industria laddove è indispensabile il suo operato come “problem solver” o “decision maker”. Emerge però la necessità di nuove forme operative di comunicazione, e soprattutto di organizzazione ed esecuzione.

Nei percorsi di coaching coi miei Clienti incontro sempre più spesso Leader alle prese con tematiche relative allo stress, all’ansia ed alla mancanza di energia. Allo stesso tempo si denota una crescente attenzione a tutti i temi legati alla crescita personale e professionale, ed alla sostenibilità, sia individuale che collettiva. Nel continuo dualismo tra personale e professionale, e tra individuale e collettivo, emerge sempre un aspetto notevole: mentre la tecnologia si è integrata in maniera assolutamente serena e gestibile nell’ambito privato ed individuale, essa ha creato forti discontinuità nei luoghi di lavoro e nella società. Ovvero la collettività non ha saputo adeguarsi con la stessa velocità ai nuovi modelli interattivi. La tecnologia è dunque un elemento importante che supporta ed agevola la nostra vita privata, ma non allo stesso modo quella delle aziende. Non con lo stesso grado di integrazione, almeno. Eppure essa è (dovrebbe essere) solo uno strumento per soddisfare delle nostre esigenze, e questo è in linea di principio un concetto ancor più valido sul luogo di lavoro. Se non fosse che sul luogo di lavoro occorrono nuovi fattori, quali ad esempio la sostituzione dell’uomo da parte delle macchine, in particolare per alcuni processi di facile automatizzazione. Come è possibile quindi decifrare questi scenari complessi ed incerti?

LA RISPOSTA NON È NELLE MACCHINE!

La tecnologia, abbiamo detto, funge da semplice supporto. Al centro restano sempre sogni, aspirazioni, obiettivi, l’uomo con la sua anima e la sua identità. I Leader di oggi sono chiamati a far emergere tutte queste peculiarità, energizzando e connettendo le persone.

La parola chiave è COLLABORARE: collaborare per sviluppare nuove prospettive, sperimentare, adattarsi ai continui cambiamenti. Questo vale in particolare per tutti i C-Level, i vertici dell’azienda, che non possono più pensare di restare confinati all’interno del proprio dipartimento o area (come accadeva nel mondo statico e prevedibile di prima), ma devono sentire proprie le sfide dell’intera organizzazione e contribuire alla risoluzione di problemi sempre più difficili e sfide sempre più elevate.

Quali azioni devono dunque mettere in campo le aziende per incentivare questo tipo di collaborazione?

Innanzitutto il CEO è chiamato a rivedere le priorità di ogni top manager e a determinare l’impatto che ciascuna di queste può avere sull’intera organizzazione. A seguire, l’organizzazione deve essere rivista secondo una logica che favorisca lo sviluppo di progetti interfunzionali ove è necessario essere sinergici. In questo panorama, sarà la qualità dell’intera squadra di leader a fare la differenza. Qualità che sarà molto più dell’unione delle singole individualità. In tal modo l’organizzazione moltiplicherà le sue chance di cogliere le nuove opportunità e utilizzerà al meglio la tecnologia come strumento, e non come semplice guida.